Le vele vengono raccolte secondo la latitudine del nostro “pied à terre”: porti della Bretagna, Cornovaglia, Belgio, Olanda, delle isole dei Caraibi, adesso sulle rive del Mediterraneo. E lì vengono trasformate, sfuggendo al fuoco della discarica. 

Le borse dunque, appartengono con calma, al vasto Mondo du Dehors, dove passano la corsa del Sole, gli stratus e cumulus, il Noroît e il Libeccio, le Pleïadi e Antares la stella rossa, gli uccelli migratori, la nebbia e gli odori delle terre dopo la pioggia. 

Nati da semi, le piante di lino, canapa, bambù, ortica e loto si rimpinzano di sole e di piogge prima di piegarsi sotto i telai. I nuovi tessuti sono pronti al taglio per nuove forme di ispirazioni contemporeane, curiose della ricchezza e delle virtù del mondo vegetale, ovviamente biodegradabile, come le stole di soia e tencell o le canotte “Archi/pelle” di ortica e lino.

Usciti dall’ atelier, sono questi, i nostri nuovi complici di origine vegetale e l’inverno la lana “mulesing free”. Ben concreti, leggeri e amichevoli, attenti a non inquinare sul loro e nostro passaggio. Creati per condividere la Curiosità verso nuovi materiali virtuosi e la loro adozione nel quotidiano. 

Adesso siamo posati a Carrara la città del marmo bianco, fra le Alpi Apuane e il mare Mediterraneo, fra la Versilia e le Cinque Terre. E’ una coincidenza se lavoriamo un altro “bianco”, quello che spinge le barche, racconta storie di viaggi e parla di sostenibilità ; un bianco che cerca il futuro ?

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